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La scuola come luogo di solidarietà

quando le aspettative superano gli obiettivi prefissati…

“La scuola come luogo di solidarietà” è  un progetto dell’Istituto Comprensivo Est 1, presentato dalla prof.ssa Caruso – insegnante di Lettere – che ormai da lungo tempo opera nel contesto territoriale di San Polo, e coopera con le altre agenzie educative presenti in esso, per il fine ultimo di educare e formare i futuri cittadini.

Dalla scuola siamo partiti come “luogo” primo di incontro per far conoscere agli alunni delle classi terze (adesione al progetto delle classi 3 A, 3 B e 3 G), il mondo del volontariato attraverso le sue più diverse manifestazioni: la solidarietà, l’impegno volontario nel sociale, la condivisione e il rispetto dell’altro, la cittadinanza attiva nel senso di compartecipazione alle necessità dei singoli, le finalità specifiche delle associazioni coinvolte (AIL Brescia, ADMO, AVIS, DUTUR KAOS).

Il progetto articolato in più fasi, si è svolto durante l’intero anno scolastico, con uscite didattiche e incontri formativi specifici e strutturati.

L’uscita presso la struttura di ricerca degli Spedali Civili di Brescia, realizzata attraverso i fondi raccolti dall’Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma, sezione di Brescia, ha raccolto entusiasmo e partecipazione non solo dagli alunni, ma dai genitori a cui personalmente ho chiesto supporto in quanto svoltasi in orario extra scolastico. Che bello vedere sul volto degli alunni, e non solo, l’interesse verso gli argomenti trattati – cellule staminali, come…cosa…perché? – e ancora la loro sorpresa e motivazione nell’entrare nei laboratori come dei veri “ricercatori”.

E non da meno, la soddisfazione dei ricercatori stessi nel rispondere alle più diverse e contestuali domande; dottori e ricercatori che hanno messo a disposizione il loro prezioso tempo – un’intera giornata di OPEN LAB -.

Che dire dell’incontro formativo e conoscitivo delle associazioni coinvolte, avvenuto a scuola nell’Auditorium di via A. Del Verrocchio: dubbi, incertezze, pregiudizi sfatati, attraverso le parole chiare e semplici dei loro rappresentanti, e le parole invoglianti “al fare” agli alunni partecipanti, della Dirigente Scolastica.

Dalla esperienza sul campo, dalla fase teorica conoscitiva si è passati alla produzione dei lavori, a scuola, ma non solo, il poco tempo richiedeva altri luoghi e momenti d’incontro, coinvolgimento di altre persone: la biblioteca in via Tiziano, l’aula di musica, l’aula informatica, il coinvolgimento dei docenti di Tecnologia, di Musica, di Scienze. L’incontro, in sintesi, delle “classi parallele”, cioè il coinvolgimento degli alunni delle classi terze di sezioni e plessi diversi: si sono dati appuntamento, scambiati numeri di telefono, organizzati per incontrarsi ora nell’uno ora nell’altro plesso, facendo anche le “alzatacce” per lavorare insieme(al sabato mattina in orario extra scolastico…sempre con il mio occhio vigile). E ho visto realizzare quello che ora mi sembra riduttivo definire i loro “prodotti”: un

che ripercorre tutte le fasi del progetto; cartelloni e un plastico riguardanti l’aspetto fondamentale della ricerca; due poesie dal titolo rispettivamente
, e il
Jasmine, pensando ad una persona malata,  scrive: <<…ricorda che la paura non impedisce alla morte di prendere vita, ma ti impedisce di vivere…rialzati e prendi la mia mano tesa e seguiamo quel cammino insieme verso la luce>>; Federica e altri due compagni,a proposito del volontariato scrivono <<…il volontariato è tempo… farlo non è tempo sprecato, collaborare per amare, donare per aiutare…>>; e infine la  musica e la scrittura, di un brano musicale… che vi invito ad ascoltare. Le voci di Emma, Cristina e Chiara, accompagnati dal magnifico coro e dai compagni con gli strumenti musicali, hanno emozionato, fatto piangere e riscosso il successo di un’intera platea, quella dell’Aula Magna di via Raffaello, nella serata di restituzione del progetto (29 marzo). E da allora altre esibizioni e richieste di partecipazioni a feste in rappresentanza dell’Istituto, grandi risultati, soddisfazioni e conferme per gli alunni: partecipazione alla mostra organizzata dal gruppo AIL scuola, con i complimenti del dottor Navoni, presidente dell’Associazione AIL Brescia;Festa dei popoli, Festa delle scuole medie di San Polo…

Non mi resta che sottolineare l’impegno, il lavoro di analisi, di riflessione,dei ragazzi e di augurar loro un lungo cammino all’insegna della solidarietà buona vita.

Ringrazio: la Dirigente Scolastica, i colleghi, le referenti di plesso, i singoli genitori, l’associazione Genitori di San Polo, i rappresentanti delle Associazioni, e tutte le agenzie educative e formative del territorio che offrono un importante supporto al nostro Istituto.

Prof.ssa Erminia Caruso

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